Ice Angels Feltre
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Vademecum per i genitori di atleti

Scritto da Administrator Ultimo aggiornamento (09 Maggio 2011) Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Come interpretare i punteggi delle gare: genitori ed appassionati domandano…


Con questo breve intervento, vogliamo riassumere in breve le regole ed i punteggi in vigore attualmente per le competizioni di pattinaggio artistico su ghiaccio. Sentiamo la necessità di dare ai molti genitori e spettatori di questo magnifico sport le basi per meglio interpretare ed analizzare i responsi di gara.

Difatti non sempre questi sono di facile lettura e comprensione e mediamente non ci si deve fermare al sola classifica assoluta, ma è necessario analizzare le varie componenti del punteggio finale e collocare il tutto nell’ambito del livello medio della competizione: solo così si potrà veramente capire se le molte ore di allenamento ed impegno profusi stanno portando ai giusti risultati.

Innanzitutto distinguiamo le tre diverse categorie di gare:

1)      Gare Intersociali

Non è richiesto un punteggio minimo o test  per potervi accedere: mediamente sono competizioni di rappresentanza per le varie società e rappresentano il primo banco di prova per i neo atleti. NON VI SONO RICHESTI ELEMENTI OBBLIGATORI;

2)      Gare FREE

Non è richiesto un punteggio minimo o test  per potervi accedere: competizioni di buon livello a cui gli atleti sono iscritti a descrizione dei propri allenatori. OGNI ATLETA A FINE GARA RICEVE UN PUNTEGGIO TOTALE CHE RISULTA DALLA SOMMA DEL PUNTEGGIO TECNICO (QUALITA’ E DIFFICOLTA’ DI SALTI, TROTTOLE E SEQUENZE DI ANGELI E PASSI) E DEL PUNTEGGIO ARTISTICO (INTERPRETAZIONE, ELEGANZA, PORTAMENTO, PERFORMANCE);

3)      Gare FEDERALI

Nella prima categoria denominata ESORDIENTI A si accede ad 8 anni dopo superamento di un test d’idoneità; l’atleta deve eseguire degli elementi obbligatori dettati dalla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG). Il passaggio di categoria (Principianti, Cadetti, Novice, etc. etc.) è vincolato al raggiungimento in gara o al TEST di un punteggio tecnico minimo e l'esecuzione di un elemento obbligatorio (uguale per maschi e femmine), stabilito dai regolamenti emanati dalla FISG di anno in anno, piuttosto che all’età anagrafica.

Distinzione tra maschi e femmine

Il pattinaggio artistico su ghiaccio è uno sport a maggioranza femminile: il rapporto medio di partecipazione alle gare tra femmine e maschi è di cinque a uno: questo fa si che le competizioni femminili sono più affollate (in media una gara federale vede la partecipazione di minimo un ventina di atlete per categoria).

I maschi a parità di età mediamente ottengono punteggi tecnici (si noti che il sistema di giudizio delle gare maschili e femminili è uguale) superiori di circa il 30% rispetto alle atlete coetanee: ciò è dovuto alla diversa conformazione fisica che permette in media a parità di età di affrontare difficoltà tecniche superiori. In virtù dei  punteggi maggiori i migliori atleti, con età compresa tra gli otto e dodici anni ed impegnati in gare federali,  transitano alle categorie superiori prima delle corrispettive atlete femminili: difatti nelle competizioni federali solamente gli atleti che hanno iniziato a gareggiare da poco o che non riescono a raggiungere lo score minimo permangono nella propria  categorie “anagrafica”. Questo è un indubbio vantaggio, che legato al basso numero di partecipanti maschili, offre ottime possibilità a chi vuole cimentarsi con impegno in questo attività.

Come si evince da quanto sopra spiegato, raffrontato per una stessa categoria un podio maschile da un podio femminile, non vi sono paragoni. Atleti maschi che grazie al basso numero di partecipanti, salgono sull’ambito podio, molto spesso hanno punteggi inferiori di coetanee femmine che si sono classificate anche a metà della propria categoria (le categorie femminili numerano 20/25 atlete). Per cui sebbene il podio è importante ed è fonte immediata di gratificazione, invitiamo a giudicare la prestazione nel complesso che è rappresentata dal punteggio tecnico ed artistico: nel medio periodo un trend positivo è sicuramente indice di un lavoro ben fatto.

…Quanto complicato il mondo del pattinaggio…ed il punteggio rappresenta il fulcro di questo meraviglioso sport!

Allenatori: Come scegliere un allenatore?

Come prima cosa si deve stabilire qual è l’obbiettivo del gruppo sportivo: se l’intendimento è quello di supportare un attività ludico, ricreativa, magari finalizzata all’avviamento alle competizioni l’allenatore deve essere senz’altro in possesso di buone capacità di base, per insegnare fin da subito nella maniera corretta i rudimenti (esempio la pattinata), ma nel contempo deve essere un buon animatore in grado di far appassionare i neofiti a questo bellissimo sport.

Tutt’altro discorso vale per le squadre agonistiche; in questo campo le difficoltà crescono e non ci si può più affidare alla sola simpatia e buona volontà.  La FISG prevede un percorso di crescita tecnica per gli allenatori:

Istruttore: nominato a seguito di un esame scritto e pratico coadiuva un allenatore nell’attività, ma non può accompagnare atleti a nessuna manifestazione federale E FREE.

Allenatore 1° livello: nominato a seguito di un esame scritto e pratico, può essere responsabile dell’attività di una squadra agonistica e può accompagnare atleti fino alla categoria cadetti sia federali che FREE.

Allenatore 2° livello: nominato a seguito di un esame scritto e pratico, può essere responsabile dell’attività di una squadra agonistica e può accompagnare atleti fino alla categoria senior sia federale che FREE.

Allenatore 3° livello: nominato a seguito di un esame scritto e pratico è già allenatore di 2° livello, solitamente ha  un atleta appartenenente alla squadra nazionale e per questo ha potuto seguire il corso e diventare allenatore di 3° livello.

Per ogni corso si accede tramite superamento di un test. Al superamento degli esami pratico e teorico viene rilasciato il diploma (esempio Ilaria Davare – allenatrice degli Ice Angels Feltre  ha ottenuto il 6° miglior punteggio su 46 superanti il test). Un buon allenatore di solito è un ex atleta ad alti livelli, che nel corso dell’attività agonistica ha fatto propri metodi e tempi di allenamento o ha maturato esperienza alle “dipendenze” di un buon primo allenatore.

Come già detto l’attività di un allenatore si deve giudicare nel corso di un intera stagione andando ad analizzare punteggio per punteggio, elemento per elemento i progressi ottenuti: se in media in trend del gruppo da inizio a fine stagione  è positivo l’allenatore ha svolto un buon lavoro a prescindere dai risultati assoluti dei singoli.

Oltre alla figura dell’allenatore, che di solito è responsabile anche dell’attività propedeutica off ice (ginnastica, allungamenti, salti a secco), fondamentale, per le gare federali è la figura del coreografo; le grosse società  possono permettersi l’intervento di un coreografo uno/due volte al mese, mentre le società minori dovrebbero impostare l’attività con un coreografo ad inizio stagione per impostare i balletti a tutti gli atleti

…speriamo, con questo,  di aver colmato alcuni dubbi ed aver dato esaurienti risposte.

I dati tecnici sono stati reperiti sul sito della FISG.