Ciao a tutti, questa settimana parliamo della Coreografia.
Coreografare significa concatenare e sviluppare in modo originale movimenti, figure, elementi in modo da comunicare a chi ci sta guardando un’idea. La coreografia trasforma una semplice combinazione di movimenti ben eseguiti e studiati in arte. Non basta comunque che i movimenti siano esteticamente belli per poter dire che quel programma di pattinaggio sia un’arte. Quando allora una movimento bello diventa un’arte? Quando il susseguirsi dei movimenti che caratterizza l’attività che si sta eseguendo è strutturata in modo da comunicare un’idea e quando la coerenza delle parti che la costituiscono diventa più importante del movimento; quando ovvero i movimenti e le figure sono concatenati in modo logico e si sviluppano in modo coerente con il fine di comunicare un’idea. Dunque il compito del coreografo è di ideare movimenti e forme che siano esteticamente belli e di concatenarli in modo da esprimere quell’idea che è stata la motivazione della danza stessa. La coreografia è ben di più di un semplice insieme di movimenti; è ciò che trasforma quei bei movimenti in un’opera d’arte. Per iniziare il suo lavoro il coreografo deve avere uno spunto: deve avere qualcosa di cui parlare. Il coreografo può prendere spunto da esperienze di vita, dalla mitologia, dalla storia, dal teatro, dagli stati d’animo. La motivazione e lo spunto di tutta la coreografia devono essere evidenti. Movimenti e forme sono molto importanti in quanto sono quello che il pubblico si ricorda. Ma quali sono i movimenti? Sono quelli delle braccia, del corpo, delle gambe; sono le posizioni (luna, spirals); sono le sequenze di passi; sono i salti, le trottole, i sollevamenti. Cosa sono invece le forme? Sono i disegni del corpo e anche questi possono esprimere uno stato d’animo. I movimenti e le forme devono esprimere in sentimento. Bisogna riuscire a esprimere con i movimenti come si esprime con le parole. Le forme e i movimenti diventano così il linguaggio espressivo degli atleti. Con il movimento si può esprimere dramma, leggerezza, serietà, comicità, amore, odio, trepidazione, tristezza, disperazione, allegria, gioia, felicità ecc. Non solo i movimenti ma anche gli elementi tecnici devono avere un significato nel contesto in cui vengono usate. Devono avere un significato espressivo. Il tema deve essere sviluppato. L’atleta ha tutto il programma per farlo. Il programma dunque verrà così suddiviso: introduzione, una o più sezioni che andranno a sviluppare i contenuti salienti, conclusione. Ovviamente tra queste parti e all’interno di ogni singola parte ci deve essere proporzione ed equilibrio. Ci saranno punti salienti, di maggior tensione emotiva (esecuzione di un salto o movimenti particolarmente efficaci). All’interno di ogni singola parte poi ci deve essere anche varietà e contrasto. La variazione consiste nell’adoperare un salto in modo diverso da quello che viene adoperato in generale. Il contrasto esige l’introduzione di materiale nuovo: nuovi movimenti e nuove posizioni. Come ottenere il contrasto? Una sezione lenta può essere seguita da una veloce oppure una sezione lenta può includere un movimento veloce. Un’altra parte importante è l’unita. Cos’è? Il programma è un tutt’uno, un unico pezzo dal quale non può essere tolta nessuna parte pena la perdita di senso dell’insieme. Visto inoltre che con il programma si cerca di trasmettere a chi guarda un’idea non può mancare il filo conduttore ovvero un denominatore comune dei movimenti e delle forme; qualcosa che ci faccia percepire come unitaria la tipologia del movimento che si sta eseguendo. Sempre compito del coreografo poi è il disegno del programma e la distribuzione degli elementi. Il disegno è la traccia che l’atleta lascia sul ghiaccio mentre esegue il suo programma. I salti dovrebbero essere distribuiti ovunque e non devono essere eseguiti vicino alla balaustra. Anche il disegno deve rispecchiare varietà e contrasto e si deve evitare la monotonia e la ripetitività. L’intero programma infine deve essere costruito nel rispetto della frase musicale alla quale va a sovrapporsi quella coreografica. Devono iniziare e terminare nello stesso momento. La coreografia dunque è come lo svolgimento di un tema: invece delle parole si usano però i movimenti e gli elementi.




