Ciao a tutti, oggi ci dedichiamo alla Performance e alla Esecuzione dei balletti. Come prima cosa vediamo di definire la parola performance: è il coinvolgimento fisico ed intellettuale con cui il pattinatore trasferisce il significato della musica e della coreografia sul ghiaccio. Vediamo dunque i criteri della performance:
- Coinvolgimento fisico: serve avere una adeguata preparazione fisica per poter fare quello che viene richiesto, avere il fiato e la forza per completare il programma.
- Coinvolgimento intellettuale: l’atleta deve aver capito il senso della coreografia e dei movimenti che compie su una musica, deve aver chiaro quello che sta interpretando.
- Coinvolgimento emotivo: l’atleta deve provare qualcosa per quello che sta interpretando e lo deve saper trasmettere al pubblico anche a quello seduto lontano dalla pista. Se il pubblico non è coinvolto si stufa e evita di venir allo stadio.
Da ricordare comunque che buona performance non vuol dire automaticamente anche buona interpretazione o buona execution. Per valutare una performance di un atleta i giudici guardano gli occhi: gli occhi parlano sempre e non tradiscono mai! A volte si legge negli occhi come unico sentimento la paura di dover eseguire uno o più elementi che nel riscaldamento non si è riusciti a eseguire. A volte l’atleta esce dalla pista finito il balletto salutando a fatica il pubblico: ma l’uscita di pista è parte integrante del balletto, anche questa viene notata dai giudici. Chi è abituato a stare sulla scena sa che ci deve stare dall’inizio alla fine e l’inizio è il momento nel quale l’atleta scende in pista e la fine quello nel quale scompare dalla vista di giudici e spettatori. Fino ad allora l’atleta deve recitare le sua parte. si può essere arrabbiati o tristi se si sbaglia, ma gli errori non sono di certo colpa del pubblico che può capire l’amarezza ma non può perdonare la maleducazione.
Durante il balletto non si deve essere monotoni perché la musica non lo è mai. Ha sempre dei pezzi lenti che si alternano a pezzi veloci e viceversa. Se si è monotoni non è colpa della musica ma dell’atleta che non riesce a trasmettere la varietà e il contrasto che sono insiti nella musica.
Passiamo ora a dare una definizione a execution: questa è la qualità, la precisione e l’armonia dei movimenti. I criteri che vengono considerati sono:
- Il portamento.
- La pulizia e il completamento dei movimenti.
- Lo stile.
Non è difficile valutare i movimenti: questi devono sempre essere rifiniti, conclusi e curati nei dettagli¸ il controllo del corpo deve essere totale. Ad esempio in un angelo si guarda la posizione del bacino che deve essere sempre parallela al ghiaccio, la tensione dei glutei, della schiena, e poi la parte più difficile: le spalle, le braccia, il collo e la testa. Si guarda se le spalle sono ben aperte o se sono rigide e gobbe. Il portamento delle spalle è importantissimo e fa a differenza: se le spalle sono bloccate l’atleta appare rigido, ingessato e un po’ goffo. Se le spalle sono rigide anche il movimento delle braccia sarà rigido e incompleto. Il collo deve essere sempre ben disteso, non si deve dare la sensazione che la testa emerge direttamente dal tronco. Muovere la testa è difficile e chi la riesce a muovere adeguatamente in un programma viene premiato. Il bacino deve essere in asse con le spalle.
Definiamo anche che cos’è lo stile. E’ l’insieme dei mezzi espressivi e delle scelte che costituiscono l’impronta peculiare di una tradizione artistica e della personalità dell’artista stesso. E’ dunque il carattere espressivo proprio di un artista tant’è vero che il regolamento associa allo stile la personalità e l’individualità. Lo stile ha un comune denominatore ma ogni atleta ha un modo tutto suo per esprimerlo in base alle sua personalità.




